MAROCCO OFF 2014 - La grande avventura. Scritto da Davide Aiello


Ci sono cose che accadono per caso, capita ad esempio che nel corso di un qualsiasi mese di settembre, quando sei già rassegnato a saltare l'annuale appuntamento con l'Africa per l'accumularsi di mille impegni e problemi, un amico ti dice: "Sai che vado in Marocco? Porto materiale didattico a due scuole, quattro- cinque giorni, quattro soldi di budget per il noleggio di una moto o una macchina, zero bagaglio e via, anche da solo!"......."Ok, vengo anch'io!!", rispondo.

Nasce così, con un accordo trovato in meno di un minuto, la collaborazione tra Leonida De Filippi (www.thesenseofart.com) e me, Davide Aiello, (www.desertwins.it), un viaggio lampo che ha coinvolto dalle due iniziali, 10 persone distribuite tra moto e auto noleggiate a Marrakech e che è servito oltre che ad approvvigionare le scuole di Alnif e Merzouga di materiale didattico, a porre le basi per nuovi progetti e a far scoprire a tutti un modo di viaggiare più coinvolgente, emozionante e consapevole di quello cui eravamo abituati e che da quel momento si è un po’ svuotato di significato.

Quel viaggio è stato seguito da Moroccan Novel, mostra fotografica di Paola Ferrario che ha avuto lo scopo di far conoscere le realtà sulle quali avevamo iniziato a intervenire e da una serie di uscite in fuoristrada organizzate da Desertwins con lo scopo di raccogliere fondi per finanziare il progetto che ci ha visti ripartire per il Marocco a metà novembre...questa volta con tre auto, 11 moto di cui 9 trasportate direttamente dall'Italia, una pompa per il pozzo che serve gli orti della scuola di Alnif, 6 computer, una stampante, un tablet ed una macchina fotografica per costituire una biblioteca informatica presso la scuola di Oumjrane e del materiale didattico per un asilo di Merzouga.

Diario di viaggio:

16/11 Finalmente si parte, atterrati a Marrachech, affascinante e caotica, ci dirigiamo con le nostre moto in direzione del passo Tizi n Tichka a ben 2260 m s.l.m. per ridiscendere  poi verso Zagora da dove partiremo in direzione del  deserto.


17/11 Oumjrane ci aspetta, la carovana si sveglia presto, moto accese macchine che caricano bagagli, si saluta lo chef dell'albergo e via a prendere la pista che ci porterà al nostro villaggio. Pista veloce ben battuta, qualche XR650 prende il volo, c'è chi dice di aver toccato i 150 km/h e c'è da crederci.

Paesaggi mozzafiato ci accompagnano, falesie e valli incredibili, vorresti che non finisse mai,  

vorresti mordere la pista all'infinito seguendo l'orizzonte e la freccia del fidato gps. Polvere, acacie, lingue di sabbia si intrecciano con la tua moto e il tuo sguardo penetra il paesaggio.

“Il the è pronto” dice il direttore della scuola, che ci invita in una casa del villaggio a rifocillarci, l'accoglienza marocchina è sempre invitabile.

Dopo aver scaricato il materiale informatico per la scuola ci aspetta una meravigliosa tajine condita con noccioline e biscotti e litri di the alla menta, il whisky berber!

Mentre pranziamo arrivano i professori della scuola di Alnif dove eravamo passati a gennaio a cui dobbiamo consegnare la pompa per il pozzo della scuola.

Momenti biblici, saluti e abbracci con la promessa di rivederci al più presto ma in Africa il tempo ha una metrica diversa.

Con una coscia di pollo tra i denti ci dirigiamo verso la scuola per allestire la biblioteca informatica. Parte dei motocilisti si lancia verso le dune che lambiscono Oumjrane divertendosi a surfare con le proprie moto sulle sabbie bianche.

Allestiamo la biblioteca informatica nel deserto, un sogno che rincorrevamo da tempo, finalmente i 560 allievi della scuola potranno apprendere i rudimenti dell’utilizzo del computer.

Poniamo le basi per un prossimo progetto relativo alla risistemazione di un pozzo e alla ristrutturazione di un asilo.

Per la notte ci accampiamo nell'unico auberge della zona dormendo per terra su flebili strati di tappeti e mentre non riesci a prendere sonno per i soliti concerti notturni dei tuoi compagni di viaggio pensi a quanto stai bene nonostante la scomodità.....c'est l'Afrique e ci piace!

18/11  La mattina il solito buon umore ci prende, partiamo alla volta di Merzouga dove ci aspetta il nostro caro amico M'barek.

Piste dure alternate a tratti di sabbia e fech fech, altopiani e laghi salati ci proiettano verso Ramlia dove ci rifocilliamo dal simpatico Hmad ponendo le basi di un prossimo progetto per la scuola del villaggio.

Non perdiamo occasione di parlare con gli abitanti, fare manutenzione alle biciclette dei bambini e giocare una partita di pallone dal sapore di “coupe d'Afrique”...Mentre qualcuno con una possente ktm 990 si infila in una foresta di tamerici la carovana procede spedita.

A ovest sempre a ovest, con il sole alle spalle arriviamo alla mitica Maison Rurale a Merzouga per un the ai piedi della duna d'oro.

Il paesaggio e la fantastica accoglienza di M'barek ci faranno stravolgere il programma del viaggio. Resteremo due giorni.

19/11- 20/11L'alba sulle dune più alte del Marocco ci condizionerà per i due giorni successivi, "certo che queste dune"...."peccato andarsene subito senza provare ad affrontarle e magari attraversarle in direzione confine Algerino dove passa una delle più mitiche piste della Dakar"......considerato che la parte operativa del progetto con la consegna  del materiale didattico all'asilo di Merzouga è sostanzialmente conclusa e che in due giorni  possiamo essere a Marrakech.

Alla fine siamo rimasti lì, incantati dall'oro della sabbia di Merzouga e con la voglia di oltrepassare il cordone dunario in direzione Algeria verso la montagna nera.

Ci dividiamo, moto e jeep. Un gruppo oltrepasserà il cordone l'altro lo circumnavigherà.

Le jeep partono per prime,  il paesaggio è unico e ogni volta ti stupisce. L'idea è di vederci tutti a Merdani, villaggio sperduto vicino al confine algerino per un pic nic a base di Tajine ma una tempesta di sabbia e una foratura ci trattengono.

L'altro gruppo rincorre la duna più alta surfando tra catini e creste di sabbia, ci si ritroverà in mezzo alla tempesta  e sulla mitica pista della Dakar tornando verso la montagna nera e poi finalmente a Merzouga.

21/11 Merzouga-Ait Ben Adou via pista? Ci svegliamo all'alba, il tempo non è un granchè, salutiamo M'Barek e le auto che percoreranno la strada asfaltata  evitando  la pista con l'obiettivo di raggiungere …..... Inizia a piovere forte, molto forte, incessantemente. Sulla strada si creano delle pozze enormi al limite del guado fino ad Alnif dove ci troviamo di fronte a un oued in piena che sovrasta la strada. La corrente è troppo forte, non si passa. Aspettiamo tre ore durante le quali non smette per un istante di piovere, ci comunicano anche che l'altro oued, alle nostre spalle, sta per straripare... decidiamo di ritornare indietro, guadare prima che diventi ingestibile, e affrontare una deviazione di circa 700 km. Riusciamo a farne 150 fino a El Rachidia...con noi non abbiamo nulla perché le jeep sono passate poco prima di noi dallo oued in piena, ci procuriamo delle calze asciutte e troviamo un albergo per la notte.

La sera incontriamo degli aviatori russi che ci dicono trasportare rockets, “no militar” continuano a dire in un perfetto inglese ma tra di noi nessuno ci crede.

22/11 El Rachidia - Marrakech...circa 550 km. Dobbiamo assolutamente partire all'alba! Invece no, una porta dell'albergo individuato per la notte si blocca imprigionando parte del gruppo, ed eccoci con un'ora e mezzo di ritardo accumulata già prima di partire. Nel frattempo piove, poco ma piove e scopriamo che le auto sono bloccate a Ouarzazate dall'alluvione più incredibile degli ultimi anni che oltre ad un'infinità di danni a cose e persone (si sono registrati più di 30 morti) blocca la strada per Marrakech. Pare che però in qualche ora la situazione possa tornare alla normalità. Noi guidiamo senza perdere tempo, la strada è tanta, ha smesso di piovere e vorremmo evitare di guidare ancora con il buio.  Qualcosa però riesce ancora ad andare non esattamente come secondo i piani: veniamo investiti da raffiche di vento come non ne avevamo mai viste che ci prende tutti e nove sulle rispettive moto e, letteralmente, ci lancia fuori strada. Siamo costretti a rimanere sostanzialmente sdraiati accanto alle moto per un paio d'ore finchè il vento non cala quel tanto da consentirci di riprendere il viaggio, inclinati di 45% in un paesaggio apocalittico fatto di camion ribaltati, stazioni di servizio scoperchiate, tempeste di sabbia all'orizzonte. Quando finalmente il vento si calma e le sfighe sembrano essere tutte superate ecco a 50 km da Marrakech un'ultima deviazione per un ponte crollato  di una 70 di km su una strada mezza sterrata, trafficatissima percorrendo la quale, ovviamente, ricomincia a piovere.

Arriviamo a Marrakech alle 22.30, al buio e sotto l'acqua....le auto no! Il fiume che aveva invaso la strada che porta da Ouarzazate al Tizi n Tichka aveva deciso che, rientrando nel suo letto, avrebbe portato via circa 60mt di strada, rendendo il passaggio impossibile. Dopo qualche ora di fiduciosa attesa i nostri soci si sono rassegnati a tornare indietro facendo, con quasi un giorno di ritardo la nostra "deviazione". Siamo ancora senza bagagli, vestiti da moto da tre giorni e, così, prenderemo l'aereo.  


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