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Archivi per la categoria ‘Curiosità’

6 Ottobre – Sabina Malgora su Sky Sport 2 , DJ Ringo e Roberto Boano

martedì, 6 ottobre 2009

5 Ottobre – Sabina Malgora su Sky Sport 2 e…. una curiosità…….

lunedì, 5 ottobre 2009

4 Ottobre – Sabina Malgora su Sky Sport 2

domenica, 4 ottobre 2009

4 Ottobre – Cairo-Baharija – Km 410

domenica, 4 ottobre 2009

Il racconto di Sabina e Imerio:

Oggi è il grande giorno: si parte.

Nonostante tanti pensino che qui siamo in ferie, basta sentir suonare la sveglia alle sei per smentire queste voci.

In piedi e poi di corsa in sala colazione.

La sala è già affollata di piloti e tutti in pieno tiro (tuta, stivali, guanti…qualcuno anche con il casco tra le mani.

La tensione è palpabile già fin dalle prime ore del mattino.

I piloti sono tesi per la gara, emozionati all’idea di rivedere le piramidi e affrontare il deserto.

Ore 7.15: si caricano le jeep, si allestiscono i camion dei dottori e dell’assistenza.

Una Toyota Land Cruiser passo lungo, guidata da Akhmed, un simpatico egiziano che conosce solo due parole: Baharya e Siwa.

Il ritrovo per il via è a Giza.

Le piramidi sono sullo sfondo alle spalle, il deserto è davanti, negli occhi.

I piloti guardano con rispetto le evidenze del passato.

Il deserto occidentale si apre davanti a noi, con il suo territorio inospitale.

Da qui in poi le voci dei narratori si separano perché Imerio deve fare assistenza: giornata lunga e complicata…vi spieghiamo poi il perchè

Partiti i piloti, partiamo anche noi.

Chiudiamo gli occhi: il deserto prende vita e torna ad essere una savana , in cui gruppi di nomadi si muovono tra giraffe, leoni ed elefanti. Così era durante il paleolitico.

La desertificazione ha reso inospitale l’ambiente e spinto le popolazioni a radunarsi intorno alle fonti d’acqua. Sono le stesse che ancora oggi permettono la vita.

Il rally segue la via delle oasi, seguendo da vicino, forse le stesse vie che migliaia di anni fa altri uomini prima di loro hanno percorso.

Il primo stage della gara termina a Baharya, nota fin dall’antichità con il nome di “Oasi Settentrionale”.

E verso di lei ci muoviamo con gli occhi sempre puntati sul road book per seguire i piloti.

Dopo le tappe presso i CP, dove incontriamo i piloti affaticati ma soddisfatti, cominciamo a vedere le colline di calcare e arenaria, che si ergono nel deserto. Colline coniche che un tempo erano le isole del grande lago di epoca preistorica.. E oltre alla nostra destra le dune.

L’oasi si trova in una depressione lunga circa 100 km e larga 40 km., completamente circondata da alte scarpate di colore nero.

Lussureggianti piantagioni di palme da dattero macchiano di verde il deserto. E’ ricca di antiche sorgenti e pozzi.

Fin dai tempi antichi, l’oasi è stata un centro di produzione agricola e vitivinicola oltre che ricco di minerali.

Molta documentazione del periodo faraonico proviene dalla Valle del Nilo, in particolare dalla pitture delle tombe del Medio e Nuovo Regno. La nota mastaba del visir Rekhmire a Tebe, Sheik Abd el-Qurna (XVIII dinastia) conserva una scena dove genti dell’oasi settentrionale con gonnellini striati presentano tributi.

Un periodo di grande fioritura coincide con il Terzo Periodo Intermedio, con la dinastia Libica, quando l’oasi diventa una stazione importante sulla via che dalla valle andava verso il confine libico.

A partire dalla XXVI dinastia, cresce la sua importanza e l’oasi ha un governatore locale. A questo periodo risalgono le principali evidenze archeologiche.

Durante il periodo romano, fu una guarnigione.

La presenza di rovine romane e l’elaborato sistema di acquedotti, suggerisce che l’oasi fosse molto popolata.

Eccoci arrivati al campo, a sud-est di Bawiti. Non vi è nulla se non la grande tenda, che ospita la sala stampa, la sala per i cameraman, il ristorante, il fisioterapista…a fianco due grandi containers: uno per le docce e l’altro per le toilette.

Il sole comincia ad abbassarsi all’orizzonte, la luce ha un taglio particolare e tinge di rosso. La luna spunta…e sarà piena stanotte. Soffia un leggero vento al tramonto, accompagnato da un canto sottile che arriva da lontano per ricordare che è il momento della preghiera.

Si montano le tende!

Chi è Anubi…..

lunedì, 28 settembre 2009

Anubi è un Dio dalle sembianze di sciacallo, che può essere rappresentato con corpo umano e testa animale o con corpo animale. Guardiano delle necropoli, presiede ai riti di mummificazione e protegge il luogo in cui questi avvengono.

A lui si rivolgono formule magiche scritte sulle stele funerarie e sui sarcofagi per augurare al defunto una buona sepoltura.

Aveva numerosi titoli che testimoniano i ruoli della divinità e la sua complessa natura. Tra di essi:

  • “Colui che presiede al luogo dell’imbalsamazione
  • “Colui che è sulla montagna” intendendo la montagna ove erano scavate le tombe
  • “Colui della necropoli”
  • “Colui che è nelle bende” intendendo le bende funerarie ma dall’oscuro significato

I Greci lo assimilarono ad Hermes Psychopompos, ossia “Hermes che accompagna le anime”.

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Staatuetta di Anubi, Epoca Tarda (664-332 a.C.), legno dipinto.

Soprintendenza Beni Archeologici del Piemonte e Museo Antichità Egizie.

esposta in “EGITTO MAI VISTO”, Castello del Buonconsiglio, Trento fino all’8 novembre 2009.